Lavora spesso nell’ombra, e per questo non viene notato dal pubblico. Il suo è un lavoro “sporco”, di sacrificio. Ed è per questo che merita la ribalta vista l’importanza che ricopre all’interno di tutta la società del Palermo Calcio a 5. E’ uno dei punti di forza in mano al presidente Messeri. Stiamo parlando di Saverio Bruno, l’uomo dei gol.

 

Saverio, concentriamo la prima domanda sulle emozioni. Che stagione stai attraversando? Contento, deluso, entusiasta?

Intanto ringrazio te Salvo per questa mia “prima” da intervistato, e la cosa mi fa piacere e sorridere perché mai mi sarei aspettato una richiesta simile, dato che non sono né tecnico né tanto meno un giocatore. Devo dire, in maniera del tutto spassionata, che oggi al Palermo Calcio a 5 ho trovato l’ambiente ideale per continuare, spero, il più a lungo possibile questa mia esperienza. Ad inizio stagione si è curiosi di sapere come andrà a finire, si è perplessi, a volte dubbiosi, ma avendo sempre avuto fiducia nel mister, nel presidente, e al direttore sportivo, mi sono subito acclimatato. Complessivamente, sono contento. Ovviamente deluso quando si perde ed entusiasta quando si vince, ma vorrei aggiungere un aggettivo. Diciamo che sono molto ottimista, ma soprattutto onorato, di far parte di questa società.

Sei al fianco di mister Calandra da tanto tempo. Come definiresti questa stagione rispetto alle altre passate? Più stressante? Più stimolante? O più deludente?

Seguo mister Calandra da una decina d’anni. Inizialmente per compagnia e curiosità, ora per pura passione. E più passa il tempo, più si vivono certe passioni sentitamente. Quindi, quest’anno un po’ di stress lo sto vivendo, ma nel contempo, sapendo della solidità della società e soprattutto del progetto così ambizioso e stimolante sono, ripeto, molto ottimista.

Quest’anno ti stai dedicando a fotografie e highlights, uno strumento del tutto innovativo per la C2. Come ti stai trovando in questo ruolo?

Dicevo inizialmente che, seguendo per passatempo il mister nei vari campi sono stato spinto da Claudio stesso ad intraprendere questa mia quasi attività, che da puro divertimento ora si è trasformata quasi in una occupazione all’interno delle varie società con cui ho collaborato. Ho un archivio infinito di foto e spezzoni video, e spessissimo ricevo richieste di ex giocatori che mi pregano di riesumare qualche vecchio scatto. Ora con cellulari dotati di fotocamera è piu facile improvvisarsi fotografi, ma dieci e più anni fa forse ero l’unico per quelle categorie.

Qual è il tuo rapporto con il presidente Messeri e la società del Palermo? Che aria si respira?

Questa è la mia terza stagione, anche se per il primo anno sono arrivato in corso d’opera. Posso tranquillamente dire col cuore in mano che messeri è una persona meravigliosa così come le persone che lo circondano, società compresa.

Secondo te, com’è stato il campionato del Palermo? Hai rimpianti o rimorsi? O sei soddisfatto?

Il campionato quest’anno è stato altalenante e i motivi sono vari. Più che rimpianti, oserei dire dispiaceri nel vedere per vari motivi ragazzi andare via. Non sono comunque la persona più adatta per dare certi giudizi, ma sono comunque nel complesso soddisfatto.

Cosa ricordi di bello di questa stagione? E cosa di brutto?

L’unica partita a cui non ho partecipato per motivi di salute forse per me è stata la più bella, cioè la vittoria ad Alcamo, così come la più brutta, ma non per demeriti dei ragazzi bensì per come è stata vissuta negativamente tutta la giornata, la trasferta a Pantelleria.

C’è una persona o un giocatore con il quale hai particolarmente legato durante questa stagione?

Per il tipo di carattere che mi ritrovo, difficilmente non lego con i ragazzi che fanno parte della società. Indistintamente li sento tutti vicini, con alcuni ci conosciamo da più tempo e con altri solo da quest’anno. Certo, con Valerio Ciminna ho un legame affettivo che va al di fuori dell’ambiente calcettistico, così come con il mister con cui sono purtroppo legato da una vicinanza abitativa (e di parentela) che mi costringe a sopportarlo quotidianamente.

In chiusura, c’è qualcosa che vorresti dire e che io non ti ho chiesto?

Ti ringrazio ancora e se devo essere sincero, una domanda avrei voluto che mi fosse stata fatta, la più classica delle domande. Ovvero qual è il mio hobby preferito. Si può intuire che la risposta sia la fotografia., facile. Ma che genere di foto? E qui la confessione. Non è fotografare il pallone che mi appassiona, lo ammetto.

Ufficio Stampa

Palermo Calcio a 5

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