L’unione tra il Palermo Calcio a 5 e il Comune di Palermo è divenuta ufficiale. Questa mattina, presso l’aula Rostagno del Palazzo delle Aquile – sede della principale istituzione cittadina – è stato infatti annunciato il patrocinio da parte del Comune nei confronti della società del presidente Salvo Messeri, che di fatto diventerà dopo questa partnership, la squadra di calcio a 5 di riferimento della città di Palermo.

Alla conferenza stampa hanno partecipato lo stesso presidente Messeri, il direttore sportivo Emanuele Incardona, e in rappresentanza della rosa della prima squadra uno dei nuovi acquisti, Antonio Di Giuseppe. Tutti loro hanno svelato l’importanza di legare il nome della squadra rosanero alla massima istituzione del capoluogo siciliano, a partire dal patron: “Oggi è un giorno importantissimo, iniziamo un nuovo percorso. Non è un traguardo, ma un inizio. Quando iniziai questo progetto sapevo a cosa andavo incontro. La difficoltà più grande era trovare le giuste persone che abbiano valori e attaccamento a questo tipo progetto. Oggi con questo riconoscimento da parte del Comune, la nostra squadra ha un peso più grande. Questa maglia è un insieme di significati, anche gli sponsor sposano il logo ed il progetto. Lo stemma del Comune impreziosisce la nostra casacca, per noi questo è un motivo di vanto. Il nostro progetto è quello di arrivare ad un campionato professionistico. Per arrivarci, però, ci vuole l’unione di intenti. La nostra oltre che essere una squadra è un polo aggregativo per i ragazzi del quartiere Cruillas“.

A seguire ha preso la parola il direttore sportivo Incardona, il quale ha parlato in particolare dell’aspetto prettamente sportivo e della costruzione di un roster che possa ben figurare nel prossimo campionato di serie C1 (prima giornata sabato 22 settembre, in casa contro il Marsala Futsal). E da parte del ds, l’auspicio di poter raggiungere gli obiettivi prefissati dalla dirigenza, magari bruciando parzialmente le tappe: “Ringrazio il Comune per questa opportunità che ci ha dato. L’anno scorso siamo riusciti al salvarci al fotofinish, ma quest’anno abbiamo degli obiettivi diversi. Abbiamo inserito dei nuovi collaboratori e preso altre pedine da mettere a disposizione del mister Salvo Rizzo. Stiamo cercando di modellare al meglio la squadra per riuscire a fare bene. Il presidente parlava della possibilità di approdare in serie B nazionale entro tre anni, ma la speranza mia e di tutti è quella di raggiungere questo traguardo anche prima, magari con un solo anno di anticipo”.

In particolare lo stesso Di Giuseppe, arrivato nel corso dell’estate e residente ad Alcamo, ha posto l’accento sull’importanza per lui stesso di approdare in una squadra che ha ambizioni e una struttura dirigenziale che poche altre società sportive possono vantare in tutta la realtà regionale: “La nostra non è sta una trattativa. A settembre scorso ho chiesto al presidente Messeri se c’era spazio per me, ma non se ne fece più nulla. Così decisi di fare un’esperienza diversa, ma al termine della stagione la mia testa era ancora lì, nel Palermo Calcio a 5. Quando il presidente mi ha detto di venire io ho subito riposto che avrei sudato la maglia. Abbiamo una squadra forte, il campionato di C1 è molto insidioso. Sono contento di far parte di questo gruppo, ringrazio la società per questa grande opportunità. Cercherò sempre di dare il 100 percento in campo“.

In rappresentanza del Comune di Palermo, è intervenuto il capogruppo del Partito Democratico Dario Chinnici, il quale ha portato i saluti del primo cittadino Leoluca Orlando e ha posto l’accento in particolare sul valore sociale che questo patrocinio concesso nei confronti del Palermo Calcio a 5 assume, in particolare sul fronte delle future iniziative che verranno ideate e realizzate per avvicinare i ragazzi più giovani a questa disciplina e avvantaggiarli anche sul piano culturale: “Per il comune è motivo d’orgoglio patrocinare la squadra che porta il nome della nostra città. L’obiettivo dello sport deve essere quello di sociale, educativo e di legalità. Il pallone riesce ad aggregare la gente. Avvieremo percorsi di integrazione in quei quartieri in cui non tutti i bambini hanno la possibilità di giocare a calcio. Il Palermo Calcio a 5, ma anche le altre società palermitane devono avere questo obiettivo. Faremo alcune manifestazioni e incontri in giro per la città. Anche io sono stato ‘educato’ dal calcio, insieme alla scuola e alla mia famiglia. Del Palermo Calcio a 5 mi piace la loro idea di autofinanziamento che va dai calciatori fino ai dirigenti“.

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